…e l’alba ci sorprese come i genitori quando da adolescente facevi tardi

Apro gli occhi, e la prima cosa che vedo è lui. La persona più bella del mondo intero. Guardo le sue labbra leggermente screpolate, gli occhi chiusi con quelle ciglia smisurate, i capelli lunghi mossi per l’acqua marina, l’abbronzatura che avvolge il suo corpo scolpito. Ascolto con attenzione il suo respiro profondo, le onde del mare che si abbattono contro gli scogli, il battito del mio cuore che martella dentro al petto, pieno d’amore. Sollevo la testa per dargli un bacio, piano piano. Da una parte non voglio svegliarlo, dall’altra invece non vedo l’ora di vedere i suoi bellissimi occhi marroni, leggermente a forma di mandorla. Gli accarezzo delicatamente quel volto che mi fa impazzire ogni volta che lo guardo. Allora lui si sveglia e subito sorride. Sorrido anche io. Cazzo, quanto lo amo. Sapete, c’è un momento della vita in cui, dopo tante delusioni e storie finite male, vi trovate a domandarvi se l’anima gemella esista per davvero. Vorreste crederci, ma la speranza comincia svanire, come la neve in primavera. Cominciate ad autoconvincervi che siete destinati a stare da soli, che una persona giusta per voi al mondo non ci sia. Che siete un pezzo di puzzle che non si incastra con nessun altro. Che siete come l’ultimo esemplare di una specie che si sta estinguendo. Che siete come l’ultima foglia sugli alberi d’autunno. E poi arriva questo momento, nel quale vi rendere conto che esiste. Eccome. Due persone fatte per condividere emozioni, sensazioni, viaggi, amicizie, corpi, serate, cibo, animali, case, libri, musica. Per condividere una vita intera. Un legame più forte di qualsiasi cosa tiene le vostre anime strette l’una all’altra e non ci sarà mai nessun litigio o persona che potrà cambiare questo. Siete complici. Siete una cosa sola. Siete la luna, le stelle. Il sole.

Mi sposto sopra di lui, scosto la tenda vicino al letto e faccio filtrare un raggio di sole dorato nella stanza. Cominciamo a ridere di gusto, senza motivo. Poi ci rotoliamo scherzando giocosamente in quell’enorme letto fino a quando lui mi prende il volto tra le sue grandi mani e si fa serio. Mi bacia e mi strappa di dosso la sua maglietta, della quale mi ero impossessata. Cominciamo a fare l’amore, quello vero. Quello travolgente. Quello che vorresti non finisse mai. Stiamo a letto tutta la mattina, senza curarci dell’ora, tra baci, sorrisi, gemiti, sospiri, piacere intenso e gioia.
Mi alzo e scosto la tenda del tutto, ecco la seconda cosa al mondo che mi toglie il fiato dopo di lui: la vista dalla nostra casa. Siamo immersi nel verde, ma a due passi dal mare. Anzi, in realtà a due passi dalla nostra spiaggia. Apro la finestra ed esco in balcone, inspiro quell’aria purissima. Alzo il volto verso il cielo pensando che decidendo di partire, avevamo fatto la scelta migliore della nostra vita. Vivevamo in un posto dove la gente aveva la mentalità chiusa, passava le giornate a lavorare ed andare in palestra, a giudicare le vite altrui perché le loro erano troppo vuote e monotone. Io e lui siamo sempre stati due pazzi, pieni di vita, assetati di avventura, un po’ di anarchia, divertimento sfrenato… e in quella città ci sentivamo come due leoni in gabbia. Ora abbiamo la nostra casa, la nostra vita, i nostri amici, finalmente la nostra libertà. Viviamo in modo molto semplice, lavoriamo al bar che abbiamo avviato a mezz’ora di bicicletta da qui. Il nostro bar. L’avevamo creato da zero, proprio come lo volevamo noi. Lui aveva ideato la carta, costruito il locale completamente in legno, io l’ho decorato, pitturato, arredato. Avevamo lavorato duramente a questo progetto, per tantissimo tempo. Ci avevamo messo il nostro amore. E ora finalmente il nostro sogno si è avverato: uno splendido bar in riva al mare, pieno di piante, candele, arte, libri, frutta. Pieno di bellissima gente che ha voglia di divertirsi e di stare insieme. Dei teli bianchi pendono dalle impalcature di legno poste all’esterno, che con il tramonto si tingono di arancione e con il vento sfiorano quei grandi cuscini posti sulla sabbia. L’atmosfera è indescrivibile. Spesso invitiamo artisti a suonare e cantare dal vivo, poniamo fiori e candele sulla via che dalla foresta porta al nostro piccolo angolo di paradiso. Le espressioni sui volti delle persone che vediamo arrivare non hanno prezzo. Lo definirei magico. Magico come la positività, la felicità e la bellezza siano contagiosi.
Spesso, dopo la chiusura del bar, diamo una sistemata e poi facciamo un grande falò dove con amici, un paio di bottiglie di vino, una canna, una chitarra stiamo tutta la notte a guardare le stelle, a confidarci segreti come adolescenti, a cantare ubriachi fino a perdere la voce, a ballare fino a quando le gambe non reggono più, a baciarci fino a fare l’amore, a buttarci nudi nell’acqua scura, ad aspettare che l’alba ci sorprenda e ci faccia piangere di gioia per la meraviglia della natura… a vivere la vita come dovrebbe essere vissuta.
Abbiamo scelto la semplicità, la felicità, la libertà, l’amore. Tutto il resto non ha importanza.

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