Due angeli sul Tilo direzione Lugano

Mercoledì 29 novembre. Avete presente quelle giornate in cui vi svegliate con il piede sbagliato? Quelle in cui vi sentite un’energia strana addosso? Ecco, oggi la mia è partita così: ho rotto una tazza e il caffè che c’era al suo interno cadendo ha macchiato i miei pantaloni nuovi, per cambiarmi ho perso il bus e il telefono mi è caduto almeno due volte; improvvisamente si è messo a piovere e i miei venti minuti impiegati a rendere i miei capelli lisci sono andati in fumo. Allora immaginatevi la scena: borsa pesante che traborda di oggetti indefiniti, niente ombrello, in ritardo, ore di sonno arretrate, fame e voglia di fumare. Arrivo finalmente a scuola e la mattinata passa relativamente veloce, tranne momenti in cui mi sembrava la testa mi potesse cadere sul banco per la stanchezza. Finalmente le undici e quaranta: posso correre a casa, mangiare in un quarto d’ora e schizzare fuori a prendere il treno per andare a fare una risonanza magnetica a Lugano, che dista circa un’oretta da casa mia. Salgo sul treno. Prima impressione: tutte le persone stanno avendo una giornata come la mia; cerco un posto a sedere nel quale stare da sola, non ho nessuna voglia di reggere sguardi o di fare conversazione. Mentre mi sto togliendo la giacca si siede un uomo sulla trentina vestito completamente di nero, che urla al telefono con un accento che potrebbe essere pugliese; sento una pessima energia, la noto dagli sguardi che mi rivolge e dal linguaggio del suo corpo. Non smette un secondo di parlare al telefono a un volume talmente forte che probabilmente anche il capotreno sta sentendo la discussione. Parla presumibilmente con un vecchio amico, e si mette a raccontargli di tutte le conoscienze che avevano in comune, oltre a comunicargli che una ragazza di nome Dina è morta qualche anno fa. Alzo il volume della musica nelle cuffie, non mi interessa. Poco dopo si sposta nel sedile di rimpetto al mio e oltre alle sue parole, comincio a sentire anche il suo alito fetido, l’odore acre del suo sudore e il suo sguardo sul mio seno; sono disgustata. Cerco di concentrarmi sul viaggio, sul paesaggio che scorre veloce fuori dal finestrino, e mentre rifletto sul fatto di cambiare posto, dal sedile dietro questa persona spunta una testolina scura. Un adorabile bamino di colore che avrà avuto più o meno tre anni mi fa un sorriso con tutti quanti quei dentini da latte bainchissimi e timidamente si nasconde dietro la spalla della mamma, cercando di attirare l’attenzione della sorella che poco dopo comincia ad osservarmi e a ridacchiare anche lei. Io naturalmente ricambio i sorrisi e comincio a giocare con i loro sguardi, una sorta di nascondino; loro si divertono un sacco, e io mi sono completamente dimenticata di come era partita la mia giornata. Anche l’uomo seduto davanti a me improvvisamente non mi da più fastidio: provo a pensare ai motivi per i quali si sente così, che probabilmente non urla per prepotenza ma perchè non ci sente bene, al fatto che ha perso una persona e lo deve comunicare al suo vecchio amico con una telefonata. Osservando la situazione mi rendo conto che il signore seduto nei posti dalla parte opposta alla mia, che poco prima stava leggendo il giornale con aria serissima, ora sta guardando i bambini, quasi commosso. Poco più avanti una signora sulla cinquantina apparentemente molto impostata, con occhiali squadrati, stivali in pelle nera e rossetto rosso fuoco comincia a fare della pernacchie ai bambini. Una signora anziana sale a Lamone- Cadempino e sembra avere una borsa molto pesante ed essere stanca ma anche a lei, non appena scorge questi due angioletti le si accende una luce negli occhi. Quando sono salita il treno era completamente buio, e questi due bambini, con semplici sorrisi lo hanno illuminato di una luce simile a quella del sole in primavera. Quel sole tiepido e piacevole, che ancora non ti brucia, quello delle prime giornate che cominciano ad allungarsi, gli uccellini cominciano a cantare, la temperatura sale e la natura lentamente si risveglia.
Mi sono sentita irradiata dal calore di queste due meraviglie, e mi sono resa conto del fatto che in giornate così, basta davvero poco per riuscire a liberarsi dall’energia negativa.

Vorrei regalare anche a te, che forse stai avendo una giornata “no” un po’ di quell’energia che ho sentito dentro al cuore, affinché anche il tuo sia un giorno migliore. Tu a tua volta dona il tuo sorriso a più persone possibili, vedrai la luce diffondersi. Ricordati di splendere sempre!

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